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Come leggere la composizione di un alimento per gatti? Guida pratica alle diciture più utili

📅 26 Luglio 2026✍️ di Rocco Forani⏱️ 5 min di lettura

Negli ultimi mesi, con gli scaffali invasi da crocchette “grain-free” e paté “monoproteici”, sempre più proprietari mi chiedono come decifrare le etichette del cibo per gatti. Chi? I nuovi adottanti e i fedelissimi di lungo corso. Cosa? Capire ingredienti, numeri e diciture. Dove? Tra supermercati e pet store, online e fisici. Quando? Oggi, mentre le offerte si moltiplicano. Perché? Per scegliere in modo consapevole, senza farsi guidare solo dal prezzo o dal marketing. Vivo in campagna dagli anni ’90, con una colonia di ex randagi che mi ha insegnato quanto un’etichetta letta bene possa fare la differenza nella ciotola.

Cosa impone la normativa in etichetta

In Europa le informazioni sugli alimenti per animali da compagnia sono regolate dal Regolamento (CE) n. 767/2009, che stabilisce cosa deve comparire in etichetta e come. In sintesi, su ogni confezione devono essere presenti: denominazione dell’alimento (ad esempio “alimento completo per gatti adulti”), elenco degli ingredienti, componenti analitici, additivi, quantità netta, produttore o importatore, lotto e data di scadenza o termine minimo di conservazione.

La prima dicitura da controllare è “alimento completo” vs “alimento complementare”. Il primo copre da solo il fabbisogno giornaliero del gatto; il secondo richiede un’integrazione (tipico degli snack o di alcuni paté molto appetibili ma squilibrati). Un gatto nutrito solo con complementari rischia carenze, soprattutto di taurina e micronutrienti.

Un’altra bussola affidabile sono le linee guida scientifiche citate dai produttori e i pareri di istituzioni come EFSA. Se un brand comunica adesione a standard europei e fornisce schede tecniche chiare, è un punto a favore nella valutazione.

Ingredienti: ordine, percentuali e significati nascosti

Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso al momento della miscelazione. Se leggete “carni e derivati” come primo ingrediente, significa che la quota animale è prevalente, ma la dicitura è generica: include parti nobili e meno nobili. La trasparenza aumenta quando il produttore specifica “pollo disidratato 25%” o “manzo fresco 30%”. “Disidratato” significa privato dell’acqua: a parità di peso indica una densità proteica maggiore rispetto a “fresco”.

Attenzione ai claim percentuali: “con pollo 4%” non vuol dire che il 4% del totale sia di origine animale, ma che almeno il 4% è pollo. Il resto potrebbe essere altre carni, sottoprodotti o vegetali. Le diciture “sottoprodotti di origine animale” sono legali e possono includere parti nutrienti, ma la qualità varia: meglio quando sono specificati specie e tagli.

La presenza di “cereali”, “legumi” o “patate” non è di per sé negativa, ma nel gatto devono avere un ruolo contenuto: il felino è carnivoro stretto e trae il meglio da proteine animali ad alta digeribilità. Le formule “grain-free” possono essere utili in caso di specifiche sensibilità, ma non sono garanzia assoluta di qualità: alcuni prodotti sostituiscono i cereali con amidi diversi in quantità simili.

“Monoproteico” significa una sola fonte di proteina animale dichiarata: utile in diete a esclusione per soggetti sensibili. Cercate coerenza anche negli additivi (per esempio, idrolizzati di pollo in una ricetta dichiarata al coniglio metterebbero in dubbio la reale monoproteicità).

Componenti analitici: leggere i numeri che contano

Questa sezione riporta valori medi di proteine grezze, oli e grassi grezzi, fibre grezze, ceneri grezze e, nei cibi umidi, umidità. Per un gatto adulto sano, un buon secco spesso si colloca su proteine 32–40% e grassi 12–20%; l’umido, a causa dell’acqua, mostra percentuali più basse ma non è meno proteico in termini di sostanza secca. Le ceneri intorno al 6–8% nei secchi sono usuali; valori troppo alti possono indicare eccesso di materiali minerali o parti ossee.

Nei mesi caldi aumento l’umido nelle ciotole della mia colonia per favorire l’idratazione: l’umidità al 75–80% aiuta davvero, specie con gatti pigri nel bere. Per gattini in crescita servono proteine e grassi superiori, oltre a un corretto apporto di calcio e fosforo: controllate sempre la compatibilità “kitten”.

Un punto cruciale è la taurina. Non la troverete nei “componenti analitici” ma tra gli additivi nutrizionali. Verificate che sia presente e in quantità adeguata secondo gli standard del produttore: è essenziale per cuore, vista e sistema immunitario.

Additivi e claim di marketing: distinguere l’utile dal superfluo

Gli additivi si dividono in tecnologici (conservanti, antiossidanti), sensoriali (aromi) e nutrizionali (vitamine, minerali, aminoacidi). La presenza di vitamine e oligoelementi chelati è un segnale di formulazione curata. Antiossidanti come tocoferoli naturali sono preferibili ai sintetici laddove possibile, pur nel rispetto della sicurezza alimentare.

Diffidate dalle promesse vaghe. “Olistico”, “premium”, “naturale” non hanno definizioni legali univoche. “Cruelty-free” è un valore che condivido nella scelta dei brand, ma va verificato con certificazioni o policy trasparenti sui test. Come mi ha detto un nutrizionista veterinario contattato per questa inchiesta: “La qualità si riconosce da ricetta, tracciabilità e coerenza tra ingredienti e analitici, non dallo slogan frontale”.

Come scegliere in pratica: tre casi reali

– Gatto sterilizzato e casalingo: privilegiate umido di buona qualità per aumentare l’acqua ingerita, con tenore lipidico moderato e calorie bilanciate. Cercate proteine animali ben specificate e fibre utili al controllo del peso.

– Gatto con sensibilità alimentare: optate per monoproteici o proteine idrolizzate suggerite dal veterinario. Lista ingredienti corta, nessun “mix” generico di carni. Evitate rotazioni casuali: tenete un diario di reazioni.

– Gattino in crescita: alimento completo “kitten” con proteine e grassi più alti, calcio-fosforo in rapporto adeguato, taurina integrata. Frazionate i pasti e alternate secco e umido per abituare a consistenze diverse.

Checklist rapida prima di mettere nel carrello

  • Verificate che sia “alimento completo” se deve coprire tutta la dieta.
  • Controllate che la fonte proteica animale sia tra i primi ingredienti e ben specificata.
  • Leggete i “componenti analitici” e valutate proteine, grassi, ceneri, umidità.
  • Cercate la taurina tra gli additivi nutrizionali.
  • Diffidate di claim generici; preferite trasparenza e tracciabilità.
  • Scegliete in base all’età, allo stile di vita e a eventuali sensibilità del gatto.

Con l’esperienza maturata tra ciotole e giochi fai-da-te costruiti in fienile, ho imparato che la scelta migliore è quella informata. Leggere l’etichetta, con calma e spirito critico, è il primo atto d’amore verso il micio: costa pochi minuti, ma vale mesi di benessere.

Rocco Forani

Negli anni ‘90 Rocco si è trasferito in campagna, dove ha adottato numerosi gatti randagi. Ha imparato a creare giochi fai-da-te e si informa costantemente sulle novità in campo alimentare, prediligendo prodotti cruelty-free. Ama condividere il proprio sapere con i neo-proprietari di felini.